Da ragazzino, quando i miei mi portavano in giro con il camper o l’auto, leggevo montagne di libri. All’inizio con fatica, perché dovevo farlo per la scuola, e poi per piacere personale.
D’improvviso arrivò Asimov e la fantascienza, nella mia testa suggerita da mio padre ma chissà…, soprattutto con una serie di volumi nei quali erano raccolti i migliori racconti scelti tra numerosi scrittori (più o meno lunghi) divisi per anno. Questo è uno di quelli più famosi e che anche allora mi colpì fortemente mentre, disteso nella mansarda del camper, andavamo verso i Paesi Bassi. Doveva essere il 1984 circa.
Vediamo cosa è possibile fare con “La sentinella” di Fredric Brown per aiutare i ragazzi, ma si tratta soltanto di un esempio, a focalizzarsi su alcuni aspetti importanti per muoversi in contesti difficili.
Resilienza e determinazione
Brano: “Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame e freddo ed era lontano cinquantamila anni-luce da casa.”
Domande Stimolo:
- In quali momenti ti sei sentito “sotto pressione” ma hai continuato comunque a impegnarti?
- Cosa ti aiuta a resistere quando un obiettivo sembra irraggiungibile?
- Quali strategie personali usi per mantenere la motivazione, anche quando le condizioni non sono ideali?
Importanza del ruolo e lavoro di squadra
Brano: “Era comodo per quelli dell’aviazione, con le loro astronavi tirate a lucido e le loro superarmi; ma quando si arrivava al dunque, toccava ancora al soldato di terra, alla fanteria, prendere la posizione e tenerla…”
Domande Stimolo:
- Che ruolo tendi a ricoprire in un gruppo di lavoro o di studio? Leader, esecutore, facilitatore…?
- Come riconosci e valorizzi le competenze dei “colleghi” quando lavorate insieme?
- Racconta un’esperienza in cui il tuo contributo pratico è stato determinante per il successo di un progetto.
Adattamento a contesti nuovi e ostili
Brano: “Come questo fottuto pianeta di una stella mai sentito nominare… E adesso era suolo sacro perché c’era arrivato anche il nemico.”
Domande Stimolo:
- Qual è la situazione più “estranea” in cui ti sei ritrovato (nuova scuola, attività, città)?
- Come hai scoperto che potevi trovare un senso di appartenenza anche in un ambiente sconosciuto?
- Quali abilità (linguistiche, sociali, organizzative…) ti hanno aiutato ad ambientarti più in fretta?
Gestione dell’incertezza e motivazione personale
Brano: “Lontano cinquantamila anni-luce dalla patria, a combattere su un mondo straniero e a chiedersi se ce l’avrebbe mai fatta a riportare a casa la pelle.”
Domande Stimolo:
- Hai mai dovuto prendere decisioni importanti senza avere tutte le informazioni? Come ti sei mosso?
- Cosa ti dà sicurezza quando il futuro ti sembra incerto?
- Quali obiettivi personali senti “sacri” e per cui saresti disposto a correre dei rischi?
Consapevolezza emotiva ed etica
Brano: “Il verso e la vista del cadavere lo fecero rabbrividire… Erano creature troppo schifose, con sole due braccia e due gambe…”
Domande Stimolo:
- Hai mai provato disagio o rimorso dopo un’azione che “sembrava” giusta?
- In che modo riconosci e gestisci le tue emozioni quando ti trovi davanti a un conflitto?
- Come possiamo mantenere l’empatia e il rispetto anche verso chi consideriamo “diverso” o “antagonista”?
Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame e freddo ed era lontano cinquantamila anni-luce da casa.
Un sole straniero dava una gelida luce azzurra e la gravità, doppia di quella cui era abituato, faceva d’ogni movimento una agonia di fatica.
Ma dopo decine di miglia d’anni quest’angolo di guerra non era cambiato. Era comodo per quelli dell’aviazione, con le loro astronavi tirate a lucido e le loro superarmi; ma quando si arrivava al dunque, toccava ancora al soldato di terra, alla fanteria, prendere la posizione e tenerla, col sangue, palmo al palmo. Come questo fottuto pianeta di una stella mai sentito nominare finché non ce lo avevano sbarcato. E adesso era suolo sacro perché c’era arrivato anche il nemico. Il nemico, l’unica altra razza intelligente della Galassia… crudeli, schifosi, ripugnanti mostri.
Il primo contatto era avvenuto vicino al centro della Galassia, dopo la lenta e difficile colonizzazione di qualche migliaio di pianeti; ed era stata la guerra, subito; quelli avevano cominciato a sparare senza nemmeno tentare un accordo, una soluzione pacifica.
E adesso, pianeta per pianeta, bisogna combattere, coi denti e con le unghie.
Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame e freddo, e il giorno era livido e spazzato da un vento violento che gli faceva male agli occhi. Ma i nemici tentavano d’infiltrarsi e ogni avamposto era vitale.
Stava all’erta, il fucile pronto. Lontano cinquantamila anni-luce dalla patria, a combattere su un mondo straniero e a chiedersi se ce l’avrebbe mai fatta a riportare a casa la pelle.
E allora vide uno di loro strisciare verso di lui. Prese la mira e fece fuoco. Il nemico emise quel verso strano, agghiacciante, che tutti loro facevano, poi non si mosse più.
Il verso e la vista del cadavere lo fecero rabbrividire. Molti, col passare del tempo, s’erano abituati, non ci facevano più caso; ma lui no. Erano creature troppo schifose, con sole due braccia e due gambe, quella pelle d’un bianco nauseante, e senza squame.
F. Brown, Sentinella, in Le meraviglie del possibile. Antologia della fantascienza, Torino, Einaudi, 1973. Trad.: C. Fruttero






